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Cancro e stress post-traumatico

Cancro e stress post-traumatico - Comunicazione in Farmacia

Di cancro si muore sempre meno, ma non di rado si vive maluccio

Stavo facendo ricerche sull’astenia e mi sono imbattuta in questo articolo, molto interessante e piuttosto recente.

Spesso si ritiene che l’astenia tipica del malato oncologico, tanto nota e frequente da venir denominata, in italiano, fatigue anziché astenia, proprio per l’insieme degli elementi che la compongono, sia prevalentemente imputabile a chemio e, soprattutto, radioterapia. Benché questo sia innegabile, più recentemente è stata identificata anche una sindrome da stress post traumatico nei malati oncologici e un recente studio ha valutato il perdurare dello stress post traumatico (PTSD) in questi pazienti.

Sì, si parla di stress post traumatico, quello che è stato definito studiando i problemi dei reduci di guerra!

In un’analisi che unisce pazienti con stress post traumatico pieno e parziale, c’è stata un’incidenza di PTSD del 21,7% a sei mesi e del 6,1% nel follow-up a 4 anni.

Dal momento che, grazie al miglioramento dei trattamenti, in Italia la sopravvivenza media a cinque anni dalla diagnosi di un tumore maligno è del 57% fra gli uomini e del 63% fra le donne, è chiaro che il miglioramento della qualità di vita nel paziente oncologico deve coinvolgere tutti: medici, farmacisti e la società intera.

CHAN, Caryn Mei Hsien, et al. Course and predictors of post‐traumatic stress disorder in a cohort of psychologically distressed patients with cancer: A 4‐year follow‐up study. Cancer, 2017.

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