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Curante e Paziente

Curante e Paziente - Comunicazione in Farmacia

Noi trasferiamo sulle parole una serie di significati, e i vocaboli ci comunicano una visione del mondo.

Oggi esaminiamo due vocaboli: curante e paziente.

Sono certamente termini di uso comune con un significato superficiale ovvio: il medico curante e il malato paziente.

Andiamo sotto la superficie, cercando anche nei meandri dell’etimologia.

Il medico cura, si prende cura, è attivo, cerca soluzioni, dà indicazioni, agisce.

Il paziente … soffre con pazienza. È passivo, attende, ubbidisce. Il massimo della sua attività è andare dal medico.

Che dite? Secondo me questo rispecchia piuttosto bene i ruoli che vengono attribuiti alle due figure, soprattutto negli ultimi decenni, da quando la medicina ha fatto enormi passi avanti in termini di diagnosi e terapie farmacologiche.

Questa visione, pur essendo tuttora nell’immaginario collettivo o, meglio, saldamente collocata nella nostra mappa del mondo, mostra sempre più i suoi limiti, e funziona sempre meno.

Trascuriamo per un attimo le fondamentali scoperte di neurofisiologia, e persino la mia visione sistemica della medicina, e limitiamoci a due elementi indiscutibili.

Oggi sono sempre più frequenti le patologie croniche, metaboliche, che necessitano anche variazioni di abitudini o di stili di vita da parte del paziente. Per affrontarle un paziente che soffre e ha pazienza serve veramente a poco, e un medico che fornisce istruzioni o farmaci, ma si limita a quello, trova molte difficoltà.

C’è bisogno di un paziente attivo e proattivo e di un medico che sappia anche coinvolgere e convincere.

Oggi l’aumento delle conoscenze, l’alfabetizzazione, internet, rendono sempre più diffuse le informazioni, non sempre corrette, in ambito salute. Dunque oggi il paziente è più informato e la stessa legge sull’obbligo di informare il paziente sarebbe stata impensabile qualche decennio fa.

Così il paziente sa, pensa di sapere, vuole sapere. E il medico si trova, spesso, a dover demolire convinzioni errate o a discutere informazioni parziali.

È cambiato il mondo, e noi con lui.

Certo, il medico continua ad essere curante, ma per curare davvero deve acquisire la capacità di coinvolgere. E se ancora il paziente soffre, lo fa con sempre meno pazienza: dovrà saper trasformare l’impazienza in proattività e partecipazione.