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La fine del lavoro

La fine del lavoro - Comunicazione in Farmacia
Jeremy Rifkin - La fine del lavoro – ristampa 2005 Feltrinelli ed
Questo libro di Rifkin, scritto nel 1995 e pubblicato in Italia per la prima volta alla fine degli anni ’90, descrive perfettamente, con una precisione ed una chiarezza impressionante, ciò che sta accadendo, e che ora è ben visibile.
Quando l’ho letto per la prima volta era, appunto, la fine degli anni ’90, e da dirigente di una multinazionale farmaceutica partecipavo ad alcuni progetti di ristrutturazione aziendale. Ciò che raccontava Rifkin corrispondeva perfettamente con ciò che vedevo attorno a me.
Ho letto tutto il libro, aiutata da alcuni barattoli di Nutella (credetemi: era necessaria!). Pur impressionata dalla chiarezza con cui descriveva la situazione, continuavo (con inguaribile e mal riposto ottimismo) a pensare che le previsioni di Rifkin non si sarebbero realizzate fino in fondo.
I governanti si accorgeranno di cosa sta succedendo! Leggeranno il libro di Rifkin! Porranno rimedio e freno alle peggiori catastrofi!
Eppure la storia insegna che nei momenti di vera crisi e vero cambiamento i governanti diventano semplicemente potenti, e il loro potere li acceca come e più del più povero e impotente dei cittadini.
Riletto oggi (magari con l’aiuto di superalcolici), La fine del lavoro chiarisce molti meccanismi, risponde a molti perché.
Rifkin è comunque andato avanti, e pochi anni fa ha pubblicato altri libri, tra cui uno che mi sembra essere altrettanto importante: La civiltà dell’empatia. Lo sto leggendo. Parla del passato e del futuro. E questa volta apre cuore e mente alla speranza, anche senza Nutella o wisky: ve ne parlerò la prossima volta.