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Qualcosa fa la differenza

Qualcosa fa la differenza - Comunicazione in Farmacia

Perseguire il benessere in ambito lavorativo

Trascorriamo molte ore sul lavoro e dunque il benessere in ambito lavorativo è importante: se siamo soddisfatti portiamo la gioia poi, a casa. Viceversa l’insoddisfazione si riversa poi anche sulla vita privata. Si parla molto, e lo faccio inevitabilmente anch’io, di motivazione, auto-motivazione, lavoro di gruppo, collaborazione. Si trovano suggerimenti, studi, soluzioni, teorie. Ovviamente ci vuole anche buona volontà e impegno. Stavo cercando argomentazioni incoraggianti, e ho ritrovato un post scritto qualche tempo fa, che penso sia ancora valido. È un invito, un piccolo racconto, e qualcosa in cui credo profondamente. So bene che molti di voi, se lo leggete, obietteranno che ci hanno provato e hanno subito delusioni, ma il risultato che si può raggiungere merita ancora qualche sforzo.

Non potevo fare altro: ho guardato la televisione, film nuovi e film già visti. Ci sono film d’azione che coinvolgono, e poi vengono immediatamente dimenticati, film d’amore che commuovono, e cinque minuti dopo la fine è come non averli mai guardati. Poi ci sono film che non mi stancherei mai di guardare, come Mamma mia, Indiana Jones, Guerre stellari, … sono film di genere diverso, di epoche diverse, eppure hanno tutti qualcosa in comune.

Ma che cosa li accomuna? Ci ho pensato a lungo e, secondo me, sono tutti film che trasmettono coralità. Eppure non si tratta solo del film in sé: l’impressione, l’emozione che comunicano, è quella di un lavoro di gruppo che coinvolge certamente gli attori, ma anche quelli che non si vedono, dal regista a tutta la troupe.

Come quando, entrando in una cattedrale gotica, si percepisce sia la bellezza e l’armonia della chiesa, sia il lavoro dei singoli artigiani e, soprattutto, come questo lavoro sia perfettamente accordato.

Per me è una vera magia.

Per avere un prodotto finale eccellente, bisogna che ci sia, a monte, una straordinaria alchimia tra coloro che ci lavorano.

Parliamo tanto di team working, ne studiamo le regole, gli schemi, le strutture, gli obiettivi. Ma troppo spesso dimentichiamo o trascuriamo quel piccolo frammento che fa la differenza: la magia.

Ovvio, parlare di magia non è né razionale né professionale e, soprattutto, non si impara sui testi di economia. Ma sui testi di management comincia ad apparire, più o meno timidamente. Si chiama vision condivisa e, per crearla, tutti devono mettersi in gioco totalmente. In pratica, con parole povere, per fare qualcosa di straordinario lavorando tutti insieme, bisogna avere un’anima e impegnarla, metterla a nudo, ciascuno la sua.