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Scoprire il mondo

Scoprire il mondo - Comunicazione in Farmacia

Quando si rivela il nostro filtro sensoriale prevalente?

I filtri sensoriali sono lo strumento principale attraverso cui esaminiamo il mondo e creiamo la nostra mappa del mondo. Ciascuno di noi ha un filtro sensoriale prevalente che lo porta ad avere uno specifico sistema rappresentazionale: visivo, uditivo o cinestesico.

La creazione della mappa del mondo inizia subito, nella prima infanzia, e continua per tutta la vita: quanto più sappiamo mantenere aperta e flessibile la nostra mappa del mondo tanto più riusciamo a rimanere mentalmente giovani e aperti alla vita.

Fin qui, nulla di nuovo: ho solo sintetizzato con parole diverse alcuni concetti espressi e raccontati più volte. Ed ecco ora una nuova domanda: cosa determina il filtro sensoriale prevalente?

A questa domanda non c’è una risposta univoca. Sappiamo che l’ambiente ha una certa influenza, ma sappiamo anche che non è l’ambiente a determinare quale dei sensi (vista, udito, tatto) usiamo preferibilmente. Sappiamo anche che i neonati attraversano varie fasi di scoperta del mondo: osservano, ascoltano, assaggiano …

È sicuramente vero che un bambino che cresce in una famiglia di persone visive acquisirà una notevole familiarità con il sistema rappresentazionale visivo. Sarà infatti circondato da uno stile di comunicazione, vocaboli usati, stimoli ricevuti, legati al filtro visivo. Eppure non è assolutamente certo che un bimbo figlio di genitori con filtro sensoriale prevalente visivo abbia un sistema rappresentazionale visivo: c’è l’influenza dell’ambiente, ma non una determinazione genetica.

Il fatto è che non sappiamo “dove e come comincia” il filtro sensoriale prevalente.

Io ho quattro nipoti e ciascuno di loro ha manifestato fin dalla nascita il proprio filtro sensoriale prevalente che poi, crescendo, ha arricchito e modulato, ma mai rinnegato completamente.

L’ultima nata, che ha pochi mesi, è nettamente uditiva. Lei ascolta. Finché sente parlare è attenta, concentrata. Se poi le voci sono calme e rassicuranti, e le persone si rivolgono direttamente a lei, è assolutamente felice: bastano poche parole con tono scherzoso per farla sorridere.

Altri bambini sono, fin dalle prime settimana di vita, visivi. Se volete farli felici dategli modo di guardare. Adorano gli oggetti colorati, passano lunghi momenti ad osservare il carillon con le api che avete messo sulla carrozzina. Appena riescono a muoversi, poi, cercheranno sempre di avere una visuale ampia dalla carrozzina.

Altri ancora sono cinestesici. Se volete farli felici, fate fare loro ginnastica, o accarezzateli. E le coccole sono l’unico modo per farli star fermi qualche minuto.

Ogni individuo è unico. Ogni bimbo è un mondo a sé, assolutamente peculiare e affascinante.