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Un occhio alla TV: Touch

Un occhio alla TV: Touch - Comunicazione in Farmacia

Touch è una serie di telefilm americani che può essere “letto” su vari livelli.

Tanto per cambiare è una serie americana: Touch, creata da Tim Kring, con Kiefer Sutherland. La storia? Un bimbo autistico, orfano di madre dopo l’attentato alle torri gemelle, un padre fantastico che cerca in ogni modo di entrare in contatto col figlio, e la “scoperta” che il bambino vede le connessioni tra i 7 miliardi di individui nel mondo, sente il dolore delle connessioni in pericolo e le evidenzia tramite sequenze numeriche.
Sono quattro, secondo me, gli elementi chiave:
  • l’autismo del bambino e la capacità del padre di entrare nel suo mondo, a differenza degli altri che si ostinano a voler far entrare il bambino nel mondo comune in nome di una fantomatica “normalità”, dichiarando che lo fanno “per il suo bene”. E la conseguente scoperta molto chiara che il bambino non è “meno normale” o meno collegato col mondo, ma più dotato e meglio connesso con infiniti individui.
  • i numeri, capaci di leggere ed esprimere il mondo. Non è un concetto nuovo (era anche già riportato nella Cabala alcune migliaia di anni fa), e non è il primo telefilm ad evidenziarlo, ma lo fa in maniera originale
  • i collegamenti esistenti tra tutti gli individui presenti sulla terra. Un concetto di fisica quantistica (e un altro collegamento con i numeri e la Cabala ebraica) che, oggi, si trova citato spesso, eppure è affascinante vederlo raccontato attraverso semplici storie di individui, probabilmente non vere, ma decisamente verosimili
  • infine le storie, e gli intrecci, tutti a lieto fine. E visto che il telefilm è in seconda serata, che le storie e i protagonisti sono teneri e affascinanti, e che ogni puntata finisce bene, ci si può commuovere, ma si va a letto sereni e consolati dal trambusto della giornata. E si dorme più sereni.
E già questo, a me, basta per consigliarvi di vederlo!